Titled, i miei titoli per Rothko, adesso a Palazzo Strozzi

Qualche tempo fa, in una vita passata in cui per lavoro mi occupavo anche di arte contemporanea, mi capitò di intervistare un artista che creava delle divertenti tele lanciandoci sopra dei tortellini inzuppati nel colore (previa bollitura, ça va sans dire). Lo aveva ispirato Leonardo Da Vinci, mi disse, la sua libertà nel dipingere, la gioia dei suoi colori. Dunque, non mi sono stupita più di tanto nel leggere che Mark Rothko si ispirava a Michelangelo per le sue gigantesche tele a grandi campiture di colore.

In particolare, dice, cercava di ricostruire l’atmosfera della Biblioteca Laurenziana, quella sensazione data dalle finestre murate, che “ora sei qui prigioniero e altro non puoi fare che sbattere la testa nel muro”, parole testuali. Quei rossi così profondi, invece, sono il ricordo dell’emozione provata a Pompei, il tentativo di riprodurre la sensazione sentita affacciandosi nella Villa dei Misteri e nella Casa del Fauno. Rothko non dipinge cose, persone, paesaggi. Prende i miti e li scompone in sensazioni. Non usa colori per creare, acciuffa le emozioni a piene mani e le spalma in lungo e in largo, dense, turbolente, senza nemmeno diluirle un po’, le imprigiona nella tela affinché non possano scappare, anche se si vede che sono lì trattenute per miracolo, pronte a travolgerti mentre ti giri dall’altra parte.

Le emozioni sono fatte così, è difficile imbrigliarle a lungo, quasi impossibile pigiarle in un quadrato o in un rettangolo, se non sei Rothko. Spesso non hanno confini, non hanno forme, non hanno parole, non possono essere definite.

Probabilmente è per questo che molte delle opere di Mark Rothko non hanno titolo. Sprofondando nella mostra in corso a Palazzo Strozzi, però, a me quelle opere hanno parlato e mi hanno suggerito un titolo.

Ecco i miei titoli per gli Untitled di Rothko a Palazzo Strozzi.

Rothko Palazzo Strozzi
Sbarcare in Thailandia
Se ti trovo con un’altra ti ammazzo
Il momento in cui stai per aprire gli occhi e la stanza è già inondata di sole. È estate ma tu la vedi da dietro le palpebre
Ohm
Hai passato la notte in un fienile per nasconderti dai banditi e ora vedi l’alba che filtra attraverso le assi
Vergogna, bruciante sconfitta
Fare l’amore con uno scorpione
Temporale sul lago
Il nostro lago interiore
Andare a cercare funghi a primavera
La tenerezza che ti prende di fronte a un neonato

Aspetto i vostri titoli. Non fate i timidi, ispiratevi – che so – a Caravaggio e vuotate il sacco delle emozioni.