Ma poi com’è andata a finire?

caldo anomalo estate 2026

Come ogni anno, i grandi temi che segnano agosto si consumano nella fiammata estiva e a settembre sembrano già acqua passata. Lo abbiamo visto succedere con sanguinosi casi di cronaca, cocenti crisi di governo, grandi hit musicali. Ma siamo davvero “beyond the (summer) news”?

Questa estate si è parlato sopra tutto di caldo anomalo e Climate Change. Ma è bastato che le minime scendessero di qualche grado per archiviare il caso e tornare alla litigiosità sui dati. In questi giorni cercando “cambiamento climatico” su Google per prima cosa esce una polemica sul Comune di Belluno, reo di aver distribuito una pubblicazione negazionista nelle scuole.

La crisi di Ceuta? I migranti sono ancora là. Secondo il Frankfurter Allgemeine in migliaia si sono attrezzati per vivere sulla spiaggia: alcuni forniscono servizi di parrucchiere, altri pensano al cibo, e così via. Una piccola (nemmeno tanto) comunità che vive ai margini d’Europa. Solo che in Europa non se ne parla più. Oggi Sanchez deve fronteggiare l’emergenza sfratti in Spagna.

E ci ricordiamo, invece, di quando ci dicevano di non prenotare le vacanze all’estero perché i voli rischiavano di restare a terra a causa della chiusura di Hormuz e della conseguente penuria di carburante?

Vi do una notizia: siamo andati in vacanza. In compenso in molti hanno scelto l’Italia la scorsa estate. Anche dall’estero però. L’estate 2026 ha fatto segnare il record di presenze turistiche: 276 milioni (dati Ministero Turismo).

Non tutti sono partiti, però. A fronte di 36 milioni di italiani che hanno fatto le ferie, con un budget dedicato da oltre 1000 euro a testa, c’è un 10% che ha dichiarato di non potersele permettere (dati Confturismo-Confcommercio).

Ci sono anche 24,8 milioni di italiani che non dichiarano redditi e non pagano praticamente niente al Fisco (studio dell’Osservatorio Itinerari previdenziali presentato al Cnel a settembre 2026). Ma questa è un’altra storia. Anzi, quasi un evergreen senza stagionalità.