Ci sono cose che fai quando sei in trasferta, che ti rendono più piacevole la trasferta. Piccoli piaceri, piccole libertà che ti fanno sentire un po’ in vacanza, un po’ fuori dai soliti schemi.
Il pranzo fuori in un posto “esotico” oppure nel “tuo” posto di quell’altro luogo dove vai spesso. L’aperitivo a fine giornata per rinfrancarsi e ritrovare la serenità. La cena fuori in solitudine.
Se la trasferta diventa una modalità di vita, come nel mio caso, cominci a ridimensionare queste abitudini. Le riporti nella cornice di una vita più normale, cerchi di darti delle regole più sane, ti rendi conto che non sei sempre fuori dallo schema, ma dentro uno schema diverso.
Ecco, ci sono alcune cose che non voglio perdere. Il caffè al bar del Frecciarossa, sedendomi a vedere fuori le vigne che scorrono. Il libro raccolto al volo dalla libreria comune del mio palazzo, che mi farà compagnia anche solo con la sua presenza.
E ogni tanto ritrovarmi a cena al ristorante da sola. Non perché non abbia una casa, un frigo, una cucina, dei surgelati che mi comunicano – sempre con mia grande sorpresa – una prospettiva di stabilità a lungo termine. No, per il piacere solo di sentirmi un po’ in viaggio anche quando sono a casa.
In una delle mie case.