Sappiamo ancora guardare?

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Il Faro di Alessandria è stato per quasi duemila anni l’edificio più alto del mondo. Lo sapevate? Poi arrivò la Tour Eiffel a prendersi il primato. Ma per allora il mitico faro era già crollato da un pezzo, sepolto dalle acque del Mar Mediterraneo che un tempo dominava. Oltre che spettacolarmente bello, prima ancora di una grande opera di ingegneria, il Faro di Alessandria era uno strumento per orientare le navi, una struttura funzionale che illuminava la baia di giorno e di notte, grazie a un sistema di specchi e di fuochi. Per ergerlo ci vollero 12 anni e ingenti fondi. Era simbolo, ovviamente, anche della ricchezza prodotta dal commercio. Di supremazia, potere. Ma nella metafora del faro io ci vedo soprattutto la funzione di imponente guida. Una di quelle che non ti tradisce, che ti fa arrivare sano e salvo in porto.

Chi ci porta in salvo oggi?

Questa settimana è stata dominata da immagini molto forti. Che mi hanno spinta a riflettere.

Le immagini scattate da Artemis II, che ci hanno fatto scoprire il lato oscuro della Luna.

Le immagini del barattolo di Nutella in orbita con gli astronauti, diventate immediatamente virali, nella loro capacità di “riportare a terra” i protagonisti di un’impresa storica.

E poi l’immagine di Donald Trump accanto a Melania e un maxi coniglio pasquale, in un’atmosfera da Willy Wonka, mentre minacciava di cancellare un’intera civiltà.

In poche ore è diventata virale anche la frana fake in Molise, versione “apocalittica” di una frana vera che ha tagliato in due il Paese (per davvero, purtroppo).

In mezzo a tutto quel che vediamo, siamo ancora in grado di guardare?
Riusciamo ancora a distinguere il vero dal falso, lo straordinario dal fantasy, il bene dal male?

Chi o cosa ci porterà in salvo da noi stessi?

Oggi il Faro di Alessandria è nuovamente “visibile, sarà ricostruito in 3D grazie a un mix di tecnologie hard e software, che hanno permesso di “mappare” alcuni pilastri recuperati dagli abissi. E magari ci indicherà la strada: perché alla fine, quando addomestica la tecnologia per guidare i propri simili, anziché trarli in inganno, l’uomo resta ancora la creatura più incredibile del Pianeta.