Nonostante i molteplici dubbi del mio ragazzo, a me La Coruña è piaciuta.
Mi è sembrata una città-città. Una città vera, di quelle che non si fermano al centro storico carino ma che sviluppano personalità diverse in quartieri differenti.
Il nostro era Matogrande, una zona moderna, in continua espansione, fatta di palazzi alti e vie squadrate. Poco verde, tanti locali molto simili, stanzoni tipo hangar però pieni di vita e di gente a bere, mangiare cose buone, divertirsi, ridere.
Un sacco di centri sportivi dei più disparati, dalle arti marziali all’arrampicata, scuole di lingue, perché ho l’impressione che questa città si stia aprendo sempre più al mondo.
Un’area industriale di tutto rispetto, poco distante. Con uno stabilimento enorme della Coca Cola e quello – maestoso – della star di casa, l’Estrella Galicia. Cinque generazioni di cerveceros e una cosa che non si può fotografare e non si può portare a casa come souvenir: il profumo incredibile di malto che ti veniva incontro anche passandoci vicino con l’auto.
Il porto è uno dei più attivi della Spagna del nord e si capisce.
E grazie al colosso Inditex, casa madre di Zara, La Coruña produce praticamente la metà del Pil della Galicia.
Eppure in centro l’atmosfera è quella di una cittadina tranquilla che non si fa intrappolare dalla frenesia del Capitale.
Più piccoli negozi che grandi insegne, più pulperie che fast food, gabbiani addomesticati, lunghe sieste e una conformazione fisica frastagliata e multiforme con l’acqua tutta intorno.
Una passeggiata lunghissima lungo l’oceano dove correre (c’è una corsia ad hoc e da runner l’ho adorata), andare in bici, camminare o anche andare lentamente in auto.
Lentamente perché qui sembra che il ritmo sia rimasto umano. Quello del vento, delle nuvole che vanno e vengono, delle leggende sotto le torri, delle vinerie dove fermarti un attimo a parlare con gli uccellini e ripartire per la tua strada.
No, tutto sommato io credo che mi piacerebbe passarci del tempo, credo che mi potrei mischiare con la fauna locale. Mi piacerebbe molto l’idea di staccare dal lavoro e correre direttamente in spiaggia.
Certo, non potrei fare le lunghe nuotate che amo fare a Cecina, perché questo è l’oceano.
Però un chiringuito messo su da un livornese l’ho trovato, in caso di nostalgia di casa.